Consiglio d’istituto

Il Consiglio d’istituto

Il Consiglio d'IstitutoL’esperienza positiva dei CC in tutte le classi dell’istituto (4 della scuola dell’infanzia, 9 della scuola elementare e 1 della scuola speciale) è continuata negli anni, con delle valutazioni puntuali nei collegi e regolazioni varie. Già avviati a gestire uno spazio di discussione e di scambio nel CC (gruppo-classe), nell’anno scolastico 2000/2001 ci siamo sentiti pronti a gestire un sistema di “delega”, che consente di esprimere le opinioni e le scelte in un quadro più generale e rappresentativo come il “Consiglio d’Istituto”.

Sperimentando le attività del progetto nelle classi ci si è infatti accorti dell’enorme potenziale a disposizione per far apprendere il senso civico, vivendo la democrazia quotidianamente, intesa come assunzione reale di responsabilità.

Nel dibattito sulla scuola sono giunte generiche e a volte demagogiche richieste di “fare civica”. Come operatori scolastici siamo convinti che l’educazione alla democrazia debba essere permanente, quindi l’istituzione scolastica non può ignorarla, come pure non può tener fuori i bambini e i giovani dal dibattito su temi che concernono il vivere sociale.

Gli stessi programmi ufficiali, recitano:
Per la Scuola dell’infanzia (“Aspetti legati alla dimensione socioaffettiva-morale , cap. IV)
[…] Educare ad avere consapevolezza dei propri sentimenti ed emozioni, a saperli esprimere e controllare, a saper vivere assieme agli altri con serenità senza sopraffare o essere sopraffatti […]
– scoprire l’esistenza dell’altro e adattarsi alla sua presenza, attraverso lo sviluppo di forme volontarie di amicizia;
– essere capace di comprendere i bisogni dell’altro e superare il proprio punto di vista, attraverso l’esercizio di processi che implicano la padronanza degli impulsi;
– accettare la diversità;
– vivere la propria autonomia fisica, attraverso l’acquisizione di esperienze che consentono la formazione dello spirito di iniziativa, di indipendenza;
– vivere in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, esprimendoli e controllandoli (superare paure, conflitti e difficoltà) costruendo una buona immagine di sé;
– definire in termini pratici regole e comportamenti condivisi dal gruppo sezione e applicarli.

Per la Scuola elementare (“Finalità generali “)
“[…] Nulla, di ciò che costituisce l’umanità della persona può essere trascurato nella formazione scolastica: essa favorirà lo sviluppo del pensiero, dei sentimenti, del corpo dell’allievo; lo introdurrà a una cultura che gli permetta di partecipare pienamente alla vita sociale; formerà in lui responsabilità e senso civico, la coscienza dei legami che ci uniscono agli altri e l’impegno morale.

[…] Sviluppo cognitivo, affettivo e sociale sono inscindibilmente congiunti nel processo educativo[…]”
Il riconoscimento del ruolo degli allievi nella vita quotidiana dell’istituto scolastico è essenziale.
Un numero considerevole di questioni che toccano la vita dell’istituto non solo meritano di essere esposte agli allievi, ma devono essere ugualmente sottoposte alle loro osservazioni e alle loro prese di posizione: regolamento interno, rispetto degli orari, animazione della scuola, sistemazione e utilizzo dei locali,… Inoltre quando i problemi li interessano direttamente, devono essere coinvolti sin dall’inizio del progetto: devono, insomma, sentirsi responsabilizzati e corresponsabili.

 Nel 2000 è stata accettata la proposta di avviare la sperimentazione del Consiglio d’Istituto, ritenendolo:DSC01947
–  un mezzo per rendere responsabili tutti gli allievi nella gestione del proprio Istituto;

–  l’appuntamento delle classi (tramite i propri delegati) per discutere in un luogo stabile e adattato alla comunicazione, in un momento e durata definiti, una volta al mese;

–  un luogo di discussione e di ascolto che riunisce due rappresentanti di ogni classe, un/a docente dell’Istituto e il direttore; i delegati sono “messaggeri”, scelti in ogni classe per votazione, tenendo in considerazione la capacità di esprimersi, di discutere, di parlare per tutta la classe, preparando e motivando i propri interventi. Sono nominati per la durata di un quadrimestre. Nel CdI il direttore è il presidente e il/la docente è il/la segretario/a, affiancati da un presidente e da un segretario – allievo nominati nella prima seduta.

– un luogo dove le persone, alle quali si dà la “fiducia”, trovano e mediano le soluzioni di problemi comuni a tutti o ad una parte delle componenti dell’Istituto;

– un luogo di gestione, in cui “parole” e “decisioni” riguardano tutto l’istituto (regole, progetti, situazioni,…) e le “idee” o i “progetti” di una classe interessano tutti.

Nel Consiglio d’Istituto si cerca di migliorare sé stessi e l’ambiente in cui si vive discutendo tutto quanto concerne il buon funzionamento del vivere comune; ad esempio iniziative e manifestazioni, l’organizzazione di alcuni momenti o aspetti della giornata scolastica, richieste ad autorità, le “regole di vita“ della scuola… I temi e le proposte da dibattere giungono in forma scritta al CdI dai CC delle classi. Sono quindi elaborati per essere sottoposti alle altre componenti; in caso di accettazione si collabora attivamente alla realizzazione.

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